RSF. Rivista di Studi di Fotografia – n. 15: Postfotografico: genealogie, dispositivi, pratiche

Il numero 15 di Rsf è uscito, in versione monografica e con una nuova direzione. Qui l’editoriale di Giovanni Fiorentino e di Roberta Valtorta, coordinatori scientifici della rivista.


 

Con questo numero, “RSF. Rivista di studi di fotografia” inaugura una nuova fase del proprio percorso editoriale e scientifico. Fondata nel 2015 come espressione della Società Italiana per lo Studio della Fotografia (SISF), la rivista ha attraversato oltre un decennio di intensa attività, contribuendo alla crescita e al consolidamento di un campo di studi ormai pienamente riconosciuto nel panorama nazionale e internazionale.

Oggi si apre una nuova stagione, che desideriamo orientare verso le sfide poste dalle profonde trasformazioni culturali, mediali e tecnologiche del presente. Viviamo infatti in un contesto storico caratterizzato da una crescente pervasività delle immagini e da una radicale ridefinizione delle forme
della comunicazione, della conoscenza e dell’esperienza. La diffusione delle piattaforme digitali, l’automazione dei processi di produzione e circolazione visuale, l’emergere dell’intelligenza artificiale e delle immagini computazionali impongono di ripensare categorie, metodi e prospettive interpretative. In questo scenario, la fotografia continua a occupare una posizione centrale, non soltanto come pratica e linguaggio, ma come dispositivo culturale attraverso cui la contemporaneità costruisce memoria, identità, relazioni sociali e forme di visibilità.

La fotografia appare oggi sempre meno come un medium isolato e sempre più come un nodo all’interno di un ecosistema complesso di immagini, dati, piattaforme e processi. Al tempo stesso, rappresenta una componente essenziale del patrimonio culturale e una delle matrici fondamentali della cultura visuale contemporanea. È archivio della memoria individuale e collettiva, bene culturale da conservare, studiare e valorizzare; è forma artistica complessa e in continua trasformazione; è infrastruttura quotidiana della comunicazione sociale.

Ma soprattutto, oggi, non può più essere compresa separatamente dai contesti mediali entro cui opera. Cinema, televisione, piattaforme digitali, reti, sistemi algoritmici e ambienti immersivi partecipano infatti alla ridefinizione continua dei suoi confini e delle sue funzioni. Studiare la fotografia significa dunque interrogare un campo che eccede il medium in senso stretto e che investe più ampiamente le culture visuali contemporanee.

Per questa ragione la rivista conferma e rilancia la vocazione multidisciplinare che ha caratterizzato la SISF fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2006, di cui quest’anno ricorre il ventennale. La fotografia richiede infatti il dialogo tra storia, storia dell’arte, antropologia, sociologia, studi sui media, urbanistica, psicologia, psicoanalisi, teoria del cinema, studi teatrali, cultura digitale e molte altre discipline. Non si tratta semplicemente di affiancare competenze differenti, ma di costruire uno spazio di confronto capace di affrontare la complessità dei fenomeni visuali contemporanei.

In questa prospettiva, “RSF” intende consolidare il proprio ruolo come luogo di incontro tra la storia della fotografia e le più recenti riflessioni provenienti dalla mediologia, dai visual studies, dalla media archaeology e dagli studi sulle tecnologie digitali, nella convinzione che oggi il fotografico si manifesti attraverso configurazioni ibride che attraversano immagini, dispositivi, infrastrutture e pratiche sociali. L’obiettivo non è soltanto comprendere le trasformazioni del presente, ma anche rileggere criticamente il passato alla luce delle nuove configurazioni dell’immagine.

Quando nacque nel 2015, la rivista si proponeva di colmare un vuoto editoriale, offrendo uno spazio di confronto a una comunità scientifica ampia e articolata accomunata dall’interesse per la fotografia. Oggi il panorama è profondamente cambiato: sono cresciuti i luoghi di ricerca, le pubblicazioni, le occasioni di dibattito. Proprio per questo appare ancora più necessaria una sede capace di promuovere riflessioni rigorose, aperte e critiche, fondate sulla qualità della ricerca e sul dialogo tra approcci differenti.

Per rispondere a questa esigenza, “RSF” si affida a un ampio Comitato di direzione, chiamato a esercitare collegialmente la responsabilità scientifica della rivista in un confronto costante sui temi più rilevanti per lo studio delle immagini. L’ambizione è quella di individuare questioni e prospettive che consentano di comprendere la complessa presenza delle immagini nella società contemporanea e, nel contempo, di illuminare sotto nuove angolature fenomeni e processi del passato.

La rivista continuerà inoltre a sviluppare un rapporto organico con le attività di ricerca, formazione e divulgazione promosse dalla SISF, mantenendo vivo quel legame tra produzione scientifica, costruzione di reti culturali e impegno pubblico che ne ha accompagnato la nascita e la crescita. Nella complessità di questo momento storico, riteniamo che il compito di una rivista scientifica non sia soltanto quello di documentare il cambiamento, ma anche di contribuire alla costruzione delle domande con cui interpretarlo, rappresentando un laboratorio permanente di ricerca, aperto al dialogo tra saperi, approcci e generazioni diverse di studiose e studiosi.

Giovanni Fiorentino / Roberta Valtorta
Coordinatori scientifici del Comitato di direzione