Omaggio a Marina Miraglia

Care amiche, cari amici,
la scomparsa di Marina Miraglia ha rappresentato per noi una perdita estremamente dolorosa.

Marina si è spenta il 27 dicembre 2015: fino all’ultimo aveva seguito da vicino e in maniera partecipe la vita della SISF, le vicende della “Rivista di Studi di Fotografia”, appena nata, e aveva atteso ai suoi studi.

Per quelli di noi che la conoscevano più da vicino il ricordo corre subito alle sue doti di umanità, di simpatia, di ironia, alla estrema intelligenza e finezza della sua interlocuzione, al suo disinteressato amore per lo studio e la conoscenza.

Per gli studi sulla fotografia in Italia la scomparsa di Marina significa la perdita di una studiosa che aveva dato un contributo fondamentale alla nascita e alla stessa definizione di questo campo di studio; una figura di riferimento, emblematica, non a caso riconosciuta da subito e unanimemente come Presidente Onorario della Società Italiana per lo studio della fotografia, una studiosa di livello internazionale, che ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo delle conoscenze nel nostro settore.

In questo momento il sentimento prevalente è quello della amarezza  e del dolore; ma al più presto speriamo di mettere in programma una serie di iniziative che possano onorarne la figura e il ricordo.

Intanto vogliamo ricordarla in questo spazio con una sua intervista inedita, realizzata proprio a Pieve, in una serata, leggera e appassionata, che rimarrà per noi speciale. E infine con la lettera di Francesca Bonetti letta al funerale il 29 dicembre interpretando il sentimento di tutti noi, con alcune fotografie che raccontano la sua presenza gioiosa e partecipe alla prima Summer School della nostra Società, tenuta a Pieve Tesino dal 13 al 18 luglio 2015.

Intervista inedita a Marina Miraglia (PDF, 132Kb)

Lettera per Marina Miraglia

Cara Marina,
alla fine ci hai lasciati.

Ci hai salutati, anche per l’ultima volta, con la tua solita allegria, non chiassosa, discreta, ma sempre viva e spontanea. Quell’allegria, venata anche di ironia, e ancor più di autoironia, che caratterizzava tutti gli incontri, le riunioni, i momenti di studio e i raduni festosi, ai quali anche soltanto la tua presenza, se non la tua stessa calorosa ospitalità, sapeva infondere il piacere e la soddisfazione di aver partecipato.

Alla fine ci hai lasciati.
Forte è però l’impressione che la tua passione per la vita, il tuo grande senso di civiltà, il tuo spirito critico, profondamente laico, ma sempre anche ‘religiosamente’ positivo, la tua caparbia volontà costruttiva, abbiano lasciato un segno indelebile in tutti noi.

Tutti oggi sentiamo il privilegio e la fortuna di averti conosciuta, di aver trascorso con te alcuni dei momenti importanti della nostra vita – familiare, amicale, lavorativa, non importa.

In ogni ambito e in ogni occasione, disponibile ad ascoltare, desiderosa di comprendere, di vivere pienamente e valorizzare anche l’esperienza, le ambizioni, gli interessi di tutti noi.

Mai un gradino più su, mai un gradino più giù.
Sempre pronta a correre alla pari, a metterti in gioco, a interrogarti e a chiedere conferme; a dichiarare debiti, più che a ricercare crediti.
Di fronte a tanta indiscussa e indiscutibile autorevolezza, è stato questo che sempre ci sorprendeva, l’esempio più raro e più importante che abbiamo ricevuto.

Il tuo grande senso di correttezza, la tua continua ricerca ed esigenza di giustizia, l’onestà intellettuale e il rigore che perseguivi, imperativamente, in ogni tua azione, sia pubblica che privata, sono stati un modello per tanti che, come noi, soprattutto fin da giovani, hanno potuto osservarti, seguirti, leggerti, ammirarti.

Oggi vorremmo che altri giovani possano continuare a conoscerti e ad apprezzarti, ed è quindi un impegno e una promessa, che molti di noi ti fanno, di continuare insieme l’opera in cui tu hai creduto e per la quale hai sempre operato, con il tuo amore, il tuo entusiasmo e il tuo coraggio, contribuendo così a rendere un po’ migliore questo mondo.

Ci saranno certamente altri momenti e altre sedi più adeguate per ricordare e celebrare i tuoi meriti di eminente studiosa e di raffinata intellettuale, quelli di servitrice fedele delle Istituzioni e di educatrice e animatrice culturale.
Noi qui vogliamo semplicemente salutarti, darti il nostro amichevole abbraccio e semplicemente ringraziarti, come facevamo appunto alla fine di ogni nostro piacevole, esclusivo ed irripetibile incontro.

Insieme ci siamo impegnati, ci siamo appassionati, ci siamo indignati anche, e ci siamo tanto divertiti.

Con tutti i tuoi cari,
i tuoi amici, i tuoi colleghi, i tuoi allievi,
ti abbracciamo con tanto affetto.
Ci mancherai.

29 dicembre 2015

Foto di Giovanna Calvenzi, Angela Caputo Lezzi, Giovanni Fiorentino, Sara Orciari.

Redazione testi: Marilena Bonato, Francesca Bonetti, Giovanni Fiorentino, Monica Maffioli, Luigi Tomassini.