STORIE DI FOTOGRAFIA 3

27 ottobre - 26 novembre

Fotografia come documento:
tradizione, retoriche, paradossi

Dialoghi tra le arti

Ciclo di incontri a cura di Silvia Paoli e Giorgio Zanchetti

Che cosa fa dire di una fotografia che è un “documento”? O un’immagine documentaria? Diverse narrazioni storiche hanno insistito su queste accezioni della fotografia, dotandola, a cicli alterni, di una patente di “verità” e “autenticità” nel momento in cui si poneva l’obiettivo di mostrare “le cose così come esse sono”.

Si tratta di un nodo centrale per la comprensione della stessa natura del mezzo, per la sua collocazione all’interno del sistema dell’arte (anche in rapporto alla nozione di immagine e alla comparsa di quella di autore) e della cultura, in cui la fotografia è oggetto di metadiscorsi legati alla sua storicizzazione e collocazione nei musei, nelle biblioteche e negli archivi. Attraverso l’analisi di una tradizione di racconto, delle sue retoriche e dei suoi paradossi, i diversi relatori porranno l’accento sulla complessità storica della definizione della fotografia come “documento”.

Clément Chéroux, storico della fotografia, Conservatore del Cabinet de la Photographie al Centre Pompidou – Musée national d’art moderne, ha studiato il rapporto tra Eugène Atget e la fotografia surrealista. A partire da un approfondimento sulle fotografie di vetrine di Atget, la sua conferenza si propone di ribaltare la considerazione spesso diffusa di Atget come “precursore della fotografia surrealista” mettendone in luce gli elementi che ne fanno in realtà uno dei primi discendenti.

Olivier Lugon, storico dell’arte, Professore all’Università di Losanna, attraverso una serie di esempi, da August Sander a Walker Evans, Bernd e Hilla Becher o Allan Sekula, si propone di mostrare lungo tutto un secolo la fortuna, il prestigio ma anche le contraddizioni della nozione di “documentario” in fotografia, focalizzandosi sulla molteplicità delle posizioni e sul vivace dibattito che il loro confronto ha spesso provocato, con particolare riguardo alla questione della collocazione sempre complessa della nozione di “autore” in rapporto alle fotografie considerate “documento”.

Antonello Frongia, Professore di Storia della fotografia all’Università Iuav di Venezia e all’Università Roma Tre, attraverso lo studio di un corpus di fotografie del periodo iniziale dell’attività di Walker Evans (tra 1927 e 1933, dunque ben prima delle American Photographs del 1938), mostrerà l’importanza di affrontare questioni storico-critiche sin qui trascurate inerenti la nozione di fotografia “documentaria”, rivelando anche la presenza di un inedito progetto di lavoro sulla metropoli americana.

Pierangelo Cavanna, storico e critico della fotografia, già Professore di Storia della fotografia presso le Università di Torino, Roma e Lecce, mostrerà attraverso la presentazione di alcuni casi significativi (da Hippolyte Bayard a Jeff Wall) come la diffusa volontà di distinguere tra documento e opera non tenga conto della ineludibile ambiguità costitutiva della Fotografia. È questa che la rende esempio paradigmatico non solo delle nuove fonti per la storia della contemporaneità, ma anche di quello che Jacques Le Goff ha definito come documento/ monumento.

Proseguendo la loro collaborazione, il Civico Archivio Fotografico e il Dipartimento di Storia delle Arti, della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano, secondo uno schema già sperimentato con successo negli anni passati, oltre alle conferenze a carattere storico Dialoghi tra le arti, che si terranno tra ottobre e novembre, organizzano, tra gennaio e febbraio 2010, una serie di Conversazioni in cui noti fotografi discuteranno con i curatori e con il pubblico alcuni aspetti del loro percorso di lavoro e di ricerca. Sono stati invitati Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati, Cesare Colombo, Antonia Mulas.

A conclusione dell’intero ciclo avremo il piacere di ospitare per un incontro, nel febbraio 2010, il noto artista concettuale Roman Opalka.


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