La Collezione di fotografia storica Sandretto Re Rabaudengo
La Collezione di fotografia storica italiana della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nasce come naturale estensione dell’interesse per la fotografia della sua stessa fondatrice e presidente, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Dopo aver avviato nel 1992 le acquisizioni di autori italiani contemporanei, la Fondazione si è proposta l’obiettivo di mostrare nel tempo al pubblico e agli studiosi come il linguaggio fotografico si sia sviluppato in Italia dalle origini ad oggi, costituendo una raccolta mirata e sistematica che si discosta dalla più nota collezione di opere d’arte contemporanea.
La collezione di fotografia storica, fino ad oggi inedita e presentata per la prima volta al pubblico nella mostra Un itinerario italiano. Fotografie dell’Ottocento dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo, a cura di M. F. Bonetti e F. Maggia (Roma, Museo Hendrik C. Andersen, 18 aprile-17 giugno 2007, nell’ambito di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma), pur nella sua recente formazione e organizzazione, manifesta significativamente le sue più profonde motivazioni e affonda le proprie radici in una prospettiva culturale più ampia, nel contesto di una tradizione storica e sociale autentica e ben definita, che vede la città di Torino, già luogo storicamente centrale per la produzione fotografica più impegnata, come sede privilegiata di alcune delle realtà più importanti che si interessino oggi alla fotografia e alla sua storia.
Ripercorrendo una delle traiettorie seguite a livello internazionale dal collezionismo pubblico e privato – che a partire dagli anni Settanta ha portato alla creazione di specifiche sezioni di fotografia all’interno dei propri interessi per l’arte contemporanea – la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dopo aver tempestivamente riconosciuto alla fotografia un ruolo preminente e centrale nella cultura e nell’espressione contemporanea, rilevandone le strategie e i contenuti più immovativi, promuovendone la produzione e sostenendo il lavoro dei più significativi giovani artisti italiani, si è impegnata poi anche nel recupero, nella conservazione e nella valorizzazione delle immagini e dei momenti più rappresentativi della storia della fotografia italiana, nella convinzione che l’evoluzione, la trasformazione e la ridefinizione dell’uso del mezzo da parte delle nuove generazioni non possa prescindere da un’analisi, una verifica e un dialogo anche con i materiali storici, principalmente indagati e raccolti nell’ottica di una rilettura critica e storicizzata dei diversi fenomeni culturali ed artistici.
La collezione conta al momento un insieme di circa 3000 opere – tra fotografie sciolte, in serie o raccolte in album – che, a partire dal 1850 circa, attraversando tutte le fasi e le diverse modalità tecnico-linguistiche del mezzo e rappresentandone i diversi ambiti – dal ritratto alla documentazione dell’opera d’arte, dal paesaggio alla veduta urbana, dal costume allo studio pittorico, dalla scena di genere alla documentazione del quotidiano – giunge poi, con opere di alcuni grandi autori del Novecento (come Giuseppe Cavalli, Pasquale De Antonis, Nino Migliori, Ugo Mulas, Luigi Ghirri), a riallacciarsi ininterrottamente ai nostri giorni, grazie agli acquisti di alcuni degli autori italiani contemporanei più rappresentativi (come Scianna, Jodice, Basilico, Guidi, Castella, ecc.) e alle produzioni direttamente sostenute dalla Fondazione per la realizzazione di propri progetti e in occasione di alcune manifestazioni espositive (come nel caso del progetto “Da Guarene all’Etna”, avviato nel 1999 o la collettiva dedicata nel 2004 alle giovani fotografe, “Tell me Why”).
Uno spazio e un’attenzione particolare, all’interno della collezione storica, sono comunque rivolti alla rappresentazione e alla documentazione monumentale e paesaggistica, ambiti che hanno caratterizzato in maniera specifica la produzione fotografica dell’Ottocento in Italia e per i quali la collezione Sandretto Re Rebaudengo intende proporsi nel tempo quale importante fonte di riferimento e di documentazione per gli studi storico-fotografici.
Dai calotipisti degli anni delle origini (come Luigi Sacchi, Domenico Bresolin, Giacomo Caneva, Frédéric Flachéron, Eugène Constant, Adolphe Godard) ai grandi professionisti dell’età del collodio e, più tardi, della gelatina bromuro d’argento (Moritze Lotze, Antonio Fortunato Perini, Charles Marville, Leopoldo Alinari, Giorgio Sommer, Pompeo Pozzi, Robert Macpherson, James Anderson,
Henri le Lieure, Lodovico Tuminello, Carlo Naya, Carlo Ponti, Alphonse Bernoud, Gioacchino Altobelli, Paolo Lombardi, Giuseppe Incorpora, Giovanni Crupi, ecc.), fino ad alcuni importanti rappresentanti del pittorialismo italiano e alcuni raffinati amateurs (come Vittorio Sella, Wilhelm Von Gloeden, Wilhelm Pluschöw, Mario Gabinio, Domenico Riccardo Peretti Griva, Francesco Paolo Michetti), vi sono rappresentati quasi tutti i grandi fotografi operanti in Italia nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento.
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo si avvicina all’arte contemporanea, come collezionista, fin dall’inizio degli anni ‘90 e la sua passione per l’arte si trasforma in attività organizzata nel 1995 con la creazione della Fondazione, di cui è attualmente presidente.
Nel 1997 viene inaugurata la prima sede della Fondazione a Guarene d’Alba (Cuneo), in Palazzo Re Rebaudengo. Nel 2002 la Fondazione prosegue nella sua attività di sviluppo e promozione dell’arte comtemporanea, aprendo un nuovo spazio espositivo a Torino, destinato a mostre e progetti di tutte le discipline espressive (arte, teatro, cinema, letteratura, danza e musica), centro di livello internazionale per lo studio, la sperimentazione e il confronto tra artisti, critici, curatori e collezionisti di tutto il mondo, oltre che per un’attività didattica e di formazione rivolta a bambini, ragazzi e adulti.
Nel 2006 acquisisce dal Comune di Ciriè anche una terza sede espositiva, Villa Remmert.
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è attualmente membro dell’International Council e del Friends of Contemporary Drawing del MoMA di New York e dell’International Council della Tate Gallery di Londra.